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Tiro con l'arco

E' uno degli sport che sta diffondendosi sempre di più all'interno delle aziende agrituristiche. Ma l'interesse verso questa attività è notevole anche al di fuori dell'ambito legato al turismo rurale, come dimostrano i dati forniti dai tour operator e dai gestori dei villaggi turistici che lo classificano tra le dotazioni più richieste in assoluto (addirittura più della vela e del campo da tennis!).

Sviluppo del settore

I motivi di questo successo - che vede nella Toscana, l'Umbria, l'Emilia Romagna e il Lazio le regioni dove tale proposta è più frequentemente associata alla vacanza agrituristica - ha diverse spiegazioni.

E' uno sport tranquillo, che si svolge all'aria aperta, con nessun impatto negativo con l'ambiente e soprattutto che non richiede strutture complesse per essere praticato. Inoltre, la sua possibilità di inserimento in ambiente rurale è stata ulteriormente favorita dalla nascita, avvenuta nel 1983 della F.I.A.R.C. (Federazione Italiana Arcieri di Campagna) che a differenza dell'affiliata del C.O.N.I. - la F.I.T.A.R.C.O. - è orientata in modo specifico alla pratica di questo sport in ambienti naturali (campagna e bosco).

I vincoli alla realizzazione

L'approntamento di un campo di tiro non presenta particolari vincoli, anche se richiede attenzione alle norme di sicurezza (presenza di ostacoli naturali o di reti battifreccia nel lato opposto a quello da cui tirano gli arcieri e rispetto rigoroso della posizione di sicurezza durante il recupero delle frecce dai bersagli) che comunque non richiedono specifiche autorizzazioni.
I campi scuola - usati per l'insegnamento - sono lunghi una ventina di metri, mentre quelli da tiro circa 50. La larghezza dipende dal numero di arcieri che possono tirare contemporaneamente (almeno una decina di metri). Deve inoltre essere prevista una zona di attesa larga 5 m dietro la linea di tiro.
Una dotazione specifica molto adatta per essere inserita in aziende agricole, è la creazione percorsi per il tiro di simulazione venatoria: in pratica un sentiero tracciato nel bosco che prevede una serie di punti sosta da cui tirare su sagome di selvatici a tre dimensioni e a grandezza naturale. Per realizzazioni di questo tipo servono superfici di circa 3 ha possibilmente a radure intervallate da bosco e con un andamento del terreno il più vario possibile (piccoli saliscendi, vallette, ecc.).

E' anche possibile integrare l'attività di tiro con l'arco con l'attività venatoria propriamente detta all'interno di specifiche aziende agrituristico venatorie o orientate all'allevamento della selvaggina per scopo alimentare. Opportuna, anche se non indispensabile, è la conoscenza da parte di qualche addetto dell'azienda delle nozioni di base di questo sport. Nel caso si intendano fare veri e propri corsi di tiro con l'arco, appare conveniente contattare qualche istruttore qualificato.

Il turista arciere

Anche la relativa facilità delle tecniche di tiro spiega il favore riservato dagli ospiti a questo sport. Per tirare con l'arco decentemente - il discorso cambia nel caso dell'agonismo - non ci vuole molto. Dopo i primi tentativi un po' goffi, si impara quasi subito a colpire, se non il centro, almeno i bordi del bersaglio (il cosiddetto paglione). Come per il tennis è però necessario un minimo di impostazione. Imparare da autodidatti è più faticoso e spesso determina "vizi" d'impostazione che è poi difficile correggere. Per questo motivo parecchie aziende prevedono, se non corsi specifici, almeno qualche lezione "di base" su come affrontare con un minimo di tecnica questa disciplina.
In forte crescita sono poi le aziende che hanno stipulato accordi con compagnie di arcieri locali interessate ad organizzare veri e propri corsi sia per principianti, sia per esperti che vogliono perfezionare la loro tecnica. Tanto che la più nota rivista di arceria italiana (il bimestrale "Arco", via Barberia 11, 40123 Bologna, tel. 051/584020) da qualche anno dedica un inserto speciale alle aziende agrituristiche più attrezzate per la pratica e l'insegnamento del tiro con l'arco.

Ma è pericoloso?

Per chi si avvicina per la prima volta a questo sport, il consiglio è comunque di muoversi con un minimo di prudenza. Non che l'arco sia di per sé uno strumento pericoloso. Mentre pulite l'arco non può partirvi un colpo, state tranquilli. E nemmeno è possibile scagliare frecce per sbaglio (è invece possibile che ciò accada con la balestra, in cui lo "scocco" viene attivato da un grilletto simile a quello di una carabina). E' però essenziale imparare alcune "regole di sicurezza", non a caso illustrate sin dalla prima lezione di tiro dagli istruttori federati.
E i bambini? In genere sono semplicemente entusiasti di provare a tirare, né ci sono particolari problemi ad avviarli alla pratica di questa attività sopra gli otto/nove anni. Anche perché il tiro con l'arco è considerato uno spot quasi completamente simmetrico ed è pertanto non rischioso per lo sviluppo corporeo.
Coi più giovani è però indispensabile la costante supervisione di un istruttore, o comunque di un "grande" che si renda responsabile del rispetto delle norme di prudenza. Soprattutto occorre fare attenzione a che non cedano alla tentazione di scoccare frecce in aria. Tirare frecce in verticale è molto pericoloso. Letteralmente ricadono sulla testa, invisibili, alla stessa velocità con la quale sono uscite dall'arco. Niente di peggio!


Costi e ricavi

Gli investimenti non superano i 1.000- 1.500 Euro nel caso di un campo di tiro tradizionale (400 Euro per tre paglioni - bersagli - di media qualità, 300 per l'acquisto di tre archi, 100 per le frecce, 300 per l'eventuale rete battifreccia). Arrivano ai 7-8mila Euro se si prevede la realizzazione di un percorso per il tiro venatorio (tenere conto che le sagome a grandezza naturale a tre dimensioni, realizzate in resine apposite possono costare anche 300 Euro/cadauna; inoltre vanno previsti costi difficilmente quantificabili per la progettazione e la sistemazione del percorso attrezzato). I costi di mantenimento annuo di ambedue le strutture sono invece molto limitati.

Per un calcolo, anche se orientativo, del valore dell'inserimento di tale attività in azienda, si tenga conto che nei villaggi turistici e nei camping sono correnti tariffe orarie di utilizzo che vanno da 10 ai 12 Euro. Un corso introduttivo di media durata (4/5 lezioni) ha prezzi che si aggirano sui 70-80 Euro.

Le possibili sinergie

Come già accennato, l'attività di tiro con l'arco permette interessanti sinergie con l'attività venatoria (caccia con l'arco). Esiste anche la possibilità di pesca con l'arco da realizzare con attrezzature particolari (freccia appesantita, munita di fiocina e vincolata all'arco mediante una sagola avvolta su un rocchetto). Non essendo autorizzata nelle acque interne, la pesca con l'arco può essere effettuata solo in laghetti privati adibiti alla pesca sportiva (possibili integrazioni con le aziende di allevamento ittico).

i diversi tipi di arco [ l'attrezzatura necessaria per il tiro con l'arco ] 

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