|
|
|
|
Col termine, volutamente generico, di equiturismo (o se preferite equitazione rurale) si intende tutta la vasta gamma di iniziative legate all'utilizzo del cavallo in campagna. Al fine di distinguere questa pratica sportiva con quella dell'equitazione classica (maneggi generalmente gestiti non da imprenditori agricoli), vengono di seguito riportate le coordinate utili a qualificarla come possibile attività da svolgere nelle aziende agricole: - è una attività generalmente collegata con quella più specificamente zootecnica (allevamento equino); - si orienta preferibilmente all'impiego di razze indigene e privilegia alla monta classica inglese, quelle tradizionali da lavoro (monta maremmana, viterbese, militare italiana) - si svolge essenzialmente portando i cavalli al di fuori dei recinti, in passeggiate, ed anche trekking di più giorni, secondo percorsi in cui il contatto con l'ambiente naturale e rurale rappresenta l'attrattiva principale.
|
|
 Sviluppo del settore
Ciò premesso, rimane comunque utile conoscere la diffusione dello sport equestre nella sua globalità. Prendendo come riferimento i dati della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri), e della FITETREC-ANTE (Federazione italiana Turismo Equestre e Tecniche di Ricognizione Equestre Competitiva - ANTE), il settore conta su un parco cavalli di oltre 300.000 capi, 900.000 cavalieri abituali e circa 2.000 centri riconosciuti. Di questi circa 600 sono i centri alla Fitetrec-Ante (l'associazione cui di fatto fa riferimento chi pratica l'equitazione rurale) Stime attendibili valutano poi in almeno 3.000 i centri non associati che "affittano" regolarmente cavalli. La diffusione dei centri ippici vede poi nettamente prevalere il nord Italia (dove di concentra circa la metà dei centri ippici) e le quote altimetriche di pianura o di collina.
Per quanto riguarda le aziende agrituristiche, a proporre attività legate all'uso dei cavalli sono circa 1.500, sulle 11.000 stimate a livello nazionale nel 2002. Di certo comunque il settore, dopo un periodo di forte espansione, sta attraversando una fase di stallo, dovuto a una certa saturazione del mercato.
I vincoli alla realizzazione
I vincoli alla realizzazione dell'attività riguardano essenzialmente la disponibilità di spazi idonei in azienda per l'alloggio dei cavalli (vanno molto bene anche vecchie stalle ristrutturate) e per un piccolo maneggio (indispensabile per i principianti). E' poi necessario che il territorio circostante presenti caratteristiche che lo rendano facilmente utilizzabile per le escursioni a cavallo. Tra le condizioni favorevoli che permettono lo sviluppo dell'equitazione nelle aree rurali, vanno citate:
- territori di elevato valore ambientale (presenza di aree protette); - permanenza di un sistema viario adatto al cavallo (tratturi, antiche mulattiere, ecc.); - possibilità di collegamento con altre strutture ricettive per l'organizzazione di trekking di più giorni (calcolare 4-6 ore di cavallo al giorno, per una distanza quindi di 30-40 km tra un punto di sosta e l'altro); - presenza in loco di un minimo di infrastrutture necessarie allo svolgimento dell'attività (veterinari, maniscalchi, ecc.).
In ogni caso si tratta di una attività specializzata che richiede da parte dell'imprenditore notevoli capacità tecniche e organizzative, oltre che "passione" per lo sport equestre.
I costi
I costi di avvio di una attività di questo tipo sono evidentemente molto variabili a seconda delle dimensioni che si intende raggiungere, delle strutture già presenti, e di come è organizzata l'azienda (presenza o meno di personale specializzato, allevamento e doma dei puledri nati in azienda, razze allevate, ecc.). Le voci di costo più rilevanti sono:
- ricovero per i cavalli (in stalle preesistenti o prevedendo un certo numero di box prefabbricati; - l'approntamento di un paio di rettangoli in terra battuta, recintati con palizzate, tettoie, semplici strutture di servizio; - l'acquisto di ogni cavallo (i soggetti più a buon mercato sono attualmente gli argentini, molto rustici e adatti per questo tipo di attività; ottime comunque anche le razze italiane - aveglinesi, murgesi, maremmani, bardigiani, ecc. - tra l'altro più adatte per la valorizzazione delle monte da lavoro tipiche delle nostre Regioni).
Per ogni cavallo occorre poi prevedere i costi di gestione annui relativi all'alimentazione, alle ferrature, al veterinario, ecc. . I ricavi consistono nella tariffa oraria, nei trekking e nella tenuta a pensione di cavalli di proprietà. Il personale necessario è un istruttore (possibilmente abilitato dalla Fitetrec-Ante) e un addetto di stalla ogni 10 cavalli circa.
Le possibili sinergie e integrazioni
Notevoli sono, infine, le interazioni e i collegamenti con altri settori di attività legati con l'offerta agrituristica: offrire equitazione rurale significa anche dare alloggio ai cavalieri, avere a disposizione punti di ristoro, fare corsi per esperti e principianti, attivare - in azienda o sul territorio - iniziative di artigianato specifico (sellerie, maniscalchi), ecc..
Le altre opportunità di connessione con l'attività agricola sono offerte dall'allevamento di razze equine in via di estinzione e da tutto il settore delle attività ambientali (es. realizzazione e mantenimento di percorsi per equituristi) che vedono nell'uso del cavallo un modello di turismo leggero dai forti connotati ecologici.
|
|
|
|
|
Torna a capo pagina |
Visualizza formato stampa |
|
|
|
| |
 |
 |
|
 |
| Il portale del cavallo:
un portale dedicato ai cavalli e all'equitazione |
| Il mio cavallo:
uno dei siti più importanti per aggiornarsi nel settore |
| Equinet:
un sito dove si parla anche di agriturismo |
| FISE:
l'indirizzo da cui partire per conoscere la Federazione Italiana Sport Equestri |
| FITETREC-ANTE:
il sito della Federazione Italiana Turismo Equestre e Tecniche di Ricognizione Equestre Competitiva-ANTE |
|
|
| |
|