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La piscina

L'aria buona, la tranquillità, il contatto con l'ambiente agricolo e naturale spesso non bastano. Occorre dare agli ospiti qualcosa di più. E la piscina è una di quelle dotazioni che spesso fanno da differenza. Lo si è visto in questi ultimi anni in Toscana dove, soprattutto nelle aree collinari più distanti dai Centri d'arte, il suo inserimento tra le dotazioni aziendali è stato in grado di incrementare significativamente le presenze degli ospiti.

Sviluppo del settore

Le aziende che prevedono la possibilità per gli ospiti di usufruire della piscina sono parecchie.

Una recente indagine campione su circa 1500 aziende operanti in Italia ne indicava la presenza in circa il 37% delle offerte.
La sua importanza come dotazione varia comunque molto a seconda dell'ubicazione dell'azienda. E' molto importante nelle aree collinari e nella aree di pianura interne. Meno se l'azienda è sulla costa (anche se la sua presenza viene molto apprezzata). Decisamente accessoria nel caso delle aziende montane di alta quota.

Le strutture necessarie

Una piscina è un investimento impegnativo. E non è facile dire quale siano le tipologie di struttura più adatte per essere inserite nell'azienda. Per tutte (a parte quelle fuori terra) vale comunque la regola di scegliere molto bene l'area dove realizzarle. Una piscina piena d'acqua ha un peso notevole e sopporta male ogni tipo di assestamento del terreno. Inoltre in presenza di falde acquifere sotterranee (anche se temporanee) esiste la possibilità che la piscina (soprattutto quando viene svuotata) emerga sotto la spinta dell'acqua sotterranea (il cosiddetto effetto "barca").
Volendo comunque dare una indicazione di massima su come orientarsi, diamo di seguito la descrizione delle tipologie di piscina attualmente più diffuse:

Piscine in calcestruzzo

Sono le più conosciute e probabilmente quelle che danno maggiore affidabilità. Sono anche le più costose. Possono essere progettate delle dimensioni e delle forme più diverse e ciò le rende particolarmente adatte per l'agriturismo che deve spesso fare i conti con diversi vincoli legati allo spazio a disposizione. E' molto importante ( e con costi molto variabili) il tipo di impermeabilizzazione scelta. La più economica è la pittura, ma ha una durata limitata. Molto meglio la vetroresina che costa di più, ma che purtroppo si degrada dopo un po' di anni per effetto sia dei raggi ultravioletti, sia delle sostanze chimiche usate per il trattamento dell'acqua. Ottima è la scelta della piastrellatura che deve essere realizzata a regola d'arte e da personale specializzato (è però molto costosa!).

Piscine in muratura

Sono realizzate in mattoni o blocchetti di calcestruzzo. Semplici da realizzare e relativamente poco costose sono però poco resistenti (a meno di prevedere rinforzi in calcestruzzo) . Vengono di solito rivestite in resina o con guaine in pvc.

Piscine con cassero a perdere

Vengono realizzate utilizzando pannelli in materiale plastico imbullonati tra loro, aventi funzione di cassero a perdere nel quale viene colato il calcestruzzo. Anch'esse non sono molto resistenti. In genere presentano l'inconveniente di prevedere un sistema di filtrazione esterno non molto funzionale che, col tempo, provoca facilmente proliferazioni di alghe e batteri.

Piscine monoblocco in vetroresina

A parte la limitatezza delle forme e dimensioni disponibili è una scelta interessante per piccole piscine ad uso esclusivo dei bambini. Occorre fare attenzione nel prevedere un adeguato sottofondo di calcestruzzo o ghiaia compattata della forma esatta della vasca (rischi di rotture).

Piscine prefabbricate fuori terra

Sono le più economiche e le meno impegnative dal punto di vista dei lavori di preparazione. Hanno il grosso limite di essere esteticamente poco piacevoli, anche se attualmente il mercato prevede alcuni modelli rivestiti in legno che si integrano molto bene con l'ambiente circostante.

Piscine prefabbricate interrate

Sono costruite in materiali diversi. le migliori sono in acciaio con struttura autoportante che non necessita di opere strutturali in calcestruzzo e con una seconda parete in poliestere armato che protegge dalle infiltrazioni e migliora l'isolamento termico. Sono abbastanza costose e necessitano di una posa in opera molto accurata e fatta da professionisti.

I costi

Rispondere alla domanda su quanto costa l'istallazione di una piscina in azienda non è facile. Dipende da moltissimi fattori. Le più economiche sono le fuoriterra (con 6.500 Euro se ne trovano diversi modelli profondi 1,20 cm e con una superficie di 40-50 mq). Se interrata il minimo è 10.000 Euro, ma tutto dipende dalla dimensione e dal tipo di piscina che si vuole avere.
Il consiglio è di rivolgersi a più di una ditta specializzata (in Italia ce ne sono moltissime, anche sul web) e farsi fare diversi preventivi in modo da poter fare dei raffronti. E soprattutto è quello di guardarsi in giro e di chiedere il parere di chi la piscina ce l'ha da un po' di anni e può dire con piena sincerità vantaggi e inconvenienti che ha riscontrato.

Il problema del bagnino

Nel 1992, un atto di intesa fra il Ministero della Sanità e le Regioni stabilì che in tutte le piscine pubbliche (intendendosi per tali anche quelle condominiali a servizio di più di due unità abitative) fosse obbligatorio un bagnino fino a 100 mq di superficie, e bagnini aggiuntivi per superfici superiori ai 100 mq.
Tale norma che appare sicuramente appropriata per le piscine ad alta densità di pubblico, nelle quali il bagnino rappresenta non solo una necessaria prevenzione dal rischio di annegamento, ma anche un punto di riferimento a tutela del rispetto delle regole di comportamento in vasca, mise in crisi tutte le aziende agrituristiche. La protesta delle associazioni di categoria (Agriturist, Terranostra, Turismo Verde ha partecipato attivamente) portò alla sospensione di questa norma e all'esplicito riconoscimento, per tali piscine, da parte di alcune Regioni (nell'ambito delle norme sull'agriturismo), della qualifica di vero e proprio luogo privato, in quanto ad uso esclusivo degli ospiti della struttura ricettiva.
In alcune normative sull'agriturismo è stato anche stabilito che, in mancanza del bagnino, la vasca sia poco profonda (max 140-150 cm) in modo da consentire, anche ad un adulto che non sappia nuotare, il salvamento di bagnanti eventualmente in difficoltà.
E' però da sottolineare che il fatto che il bagnino non sia obbligatorio non solleva, in caso di incidente, il responsabile della piscina dall'accertamento giudiziario di eventuali responsabilità.
Occorre dunque in ogni caso attuare qualsiasi accorgimento utile alla prevenzione di incidenti, dimostrando così di avere prestato alla sicurezza degli ospiti ogni ragionevole attenzione. Tra i più importanti sono da segnalare:
- l'installazione di una recinzione, per impedire cadute accidentali nelle ore notturne e disciplinare l'accesso alla piscina soprattutto nelle ore di prevedibile scarsa frequentazione;
- l'indicazione con cartelli ben visibili, di alcune essenziali norme di prudenza, come quella di non fare il bagno dopo mangiato o troppo accaldati, di rispettare le norme igieniche, ecc.;
- di evidenziare il divieto di tuffi essendo la vasca poco profonda;
- la presenza di un pannello in cui sono descritte le norme di primo soccorso in caso di incidente;
- il divieto all'uso della piscina da parte dei bambini non accompagnati.

Vista comunque la variabilità con cui le Regioni hanno regolamentato il settore il consiglio è comunque quello di rivolgesi alle sedi regionali delle associazioni agrituristiche per avere tutti i dettagli sulle norme previste per questo tipo di impianti.



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